03 Ago '15

10472799_10204728283504820_6926472854764887341_oIl paese di Sedilo si trova nella Sardegna centrale, su un altopiano di origine vulcanica lambito dalle acque del fiume Tirso. Si affaccia oggi sulle sponde del bacino artificiale del Lago Omodeo da quando, nel 1924, fu costruita la prima diga di S. Chiara, nei pressi del vicino paese di Ula Tirso, con il compito di portare irrigazione ed energia a tutti i centri limitrofi. Sedilo e le sue duemila anime, che oggi fanno parte della provincia di Oristano, sono nati e sono cresciuti attorno alla Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, fulcro originario del paese, da cui si diramano, con strade larghe e dritte, vecchi e nuovi rioni. Case a pianterreno, con il cortile sul retro e un sedile accanto all’uscio principale si alternano ad abitazioni di pietra basaltica, a due piani e con giardino e ad abitazioni più moderne. A pochi chilometri dal centro abitato, a fare da testimoni indelebili di una storia antica, più di duecentocinquanta monumenti di epoca prenuragica e nuragica, il cui passato è ancora da indagare e ricostruire. Tra essi, spiccano per imponenza il complesso nuragico di Iloi con il suo villaggio, le tombe dei giganti e le numerose domus de janas, e per la sua sacralità la fonte di Puntanarcu, immersa nel silenzio di una piccola foresta di olmi e pioppi. E se chi pensa a Sedilo pensa come prima cosa al santuario di San Costantino, sul monte Isei, e alla devozione che lega i sedilesi a questo santo; inoltre tante altre sono le feste e le tradizioni ancora vive e sentite in questo piccolo paese. Le celebrazioni in onore di Sant’Antonio, Sant’Isidoro, San Giacomo, San Giovanni, San Basilio sono il sacro e il profano che da sempre convivono in perfetta armonia come in tutta la terra di Sardegna e che segnano il passare dei giorni e il mutare delle stagioni. Il tempo scorre lento e semplice a Sedilo, paese che affonda le sue radici nel faticoso lavoro della campagna dove il ritmo è dettato dalla natura e dai suoi frutti. Il grano per l’impasto del pane quotidiano ma anche di quello cerimoniale, la lana per la tessitura dei tappeti, le mandorle per la preparazione dei dolci tipici, l’asfodelo per l’intreccio dei cestini, l’olio di oliva che tutto lenisce e rinvigorisce; su di essi si basava e si fonda il lavoro delle donne e degli uomini di Sedilo, che ne traevano sostentamento, ma anche usanze e tipicità giunte fino ad oggi. Vivono nei ricordi degli anziani, tramandate oralmente di generazione in generazione, nella convinzione che da lì sia comunque necessario partire al fine di preservare la bellezza del luogo, della sua gente e della sua cultura.